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Isole Greche: 6 cose che non sapevi

Isole Greche: 6 cose che non sapevi!

Un tuffo emozionante nella storia antica, oltre che in un mare meraviglioso e cristallino.

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Isole Greche: 6 cose che non sapevi. Scopri i motivi per cui dovresti visitare queste fantastiche isole.

Un tuffo emozionante nella storia antica, oltre che in un mare meraviglioso e cristallino: le isole greche vantano un patrimonio culturale e archeologico immenso, circondato da spiagge, insenature e calette che lasciano senza fiato.

Vi parleremo di 6 Isole Greche (Creta, Mykonos, Kos, Naxos, Santorini e Rodi). 6 isole, 6 cose ce non sapevi. Buona lettura!

Sei pronto per la tua vacanza sulle Isole Greche?

Ecco qui qualche consiglio per te! Scopri 6 cose che non sapevi!

1. CRETA, L’ISOLA DEI MONASTERI Non è possibile capire Creta in profondità senza visitare i tanti monasteri che nei secoli hanno custodito la fede, la cultura, il senso d’identità della sua gente. Il convento fortificato di Arkadi, nei pressi di Réthymno, nella parte occidentale, risale al secolo XVI ed è molto caro agli abitanti dell’isola per via di un tragico episodio di cui fu testimone nel 1866: un migliaio di cretesi si rifugiò, infatti, tra le sue mura per non cadere preda dei Turchi. Il convento venne assediato e i cretesi decisero di dare alle fiamme il magazzino della polvere da sparo, facendolo saltare in aria e decretando così la morte, oltre che degli assedianti, anche propria: si salvò soltanto una bambina che si dice abbia vissuto fino a tarda età in un villaggio nelle vicinanze. All’esterno del monastero ci sono due busti: uno ricorda quella donna e l’altro l’abate che ordinò di dar fuoco alle polveri. Nella parte centrale di Creta c’è da segnalare Moní Préveli, che sorge in posizione spettacolare e isolata sopra una delle spiagge più famose del litorale che fronteggia la Libia. Anche questo monastero, che si trova in fondo alla Gola di Kourtaliótis, fu un importante centro della resistenza contro gli Ottomani. Nella parte orientale, infine, merita una visita Moní Toploú, nei dintorni della città di Sitía, dove si può ammirare, tra l’altro, una splendida icona settecentesca decorata con ben 61 scene in miniatura ispirate a una preghiera ortodossa.

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2. MYKONOS: LE MILLE SPIAGGE DELL’ISOLA CHE NON DORME MAI. A Mykonos non c’è solo il paradiso, c’è anche il Super paradiso. Si tratta delle due spiagge più note e gettonate dell’isola – Paradise e Super Paradise, appunto – frequentate da giovani in cerca di mondanità sin dalle prime ore del pomeriggio. Chi preferisce non allontanarsi troppo dal capoluogo può, invece, scegliere le spiagge di Toúrlos, Aghios Stéfanos, Ornós e Aghios Ioánnis. E, comunque, Mykonos nel suo complesso offre spiagge deliziosamente incastonate in scenari naturali magnifici. Un’annotazione conclusiva: il naturismo è tollerato e diffuso in tutte le aree balneari. Mykonos è disinvolta, modaiola, spregiudicata e non conosce divieti.

3. KOS, IL FASCINO DELLA STORIA (E DELLA MEDICINA) Salute, che isola! Kos, gioiello del Dodecanneso, secondo il mito fu cara al dio della salute, Asclepio, in onore del quale fu eretto un santuario. Non a caso l’isola diede i natali al padre della medicina moderna, quell’Ippocrate divenuto famoso per il giuramento che tuttora vincola chiunque eserciti la nobile professione e che diede spunto per la fondazione di una celebre scuola di medicina, quella appunto detta degli Asclepiadi. La prima fioritura dell’isola ebbe luogo in epoca minoica (XVII-XV secolo a.C.) e poi micenea (XIV-XII secolo a.C.). Il successivo arrivo dei Dori comportò lo sviluppo della cultura artistica geometrica, oltre che la nascita di un primo centro urbano che, nel 366 a.C. venne rifondato, al culmine di un periodo di prosperità che durò per secoli. Tutto ciò per sottolineare l’importanza che quest’isola riveste nella storia e che fa sì che una delle attrattive principali sia costituita proprio dal patrimonio archeologico accumulato. Il consiglio è quello di sottrarre qualche ora alle piacevoli attività balneari per dedicarsi alla visita dell’antica pòlis nel centro storico del capoluogo, degli scavi del grandioso santuario di Asclepio e del museo archeologico, sempre a Kos città, dove è custodita una famosa statua d’Ippocrate.

Mare splendido, storia, archeologia...scopri 6 cose che non sapevi sulle isole Greche.

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4. A SANTORINI LA POMPEI DELL’EGEO CHE POTREBBE ESSERE ATLANTIDE L’ipotesi è suggestiva e affascinante. Non solo che Atlantide, il mitico continente sommerso dalle acque di cui scrisse a più riprese l’antico filosofo greco Platone, sia effettivamente esistito, ma che la sua localizzazione coincidesse, in realtà, con quella attuale di Santorini e non fosse, dunque, da ricercare, al di là delle Colonne d’Ercole come lo stesso Platone pensava. In effetti nel XVII secolo a.C. il Mare Egeo registrò un’immane catastrofe naturale, un cataclisma vulcanico preceduto da un sisma, che sommerse sotto una spessa coltre di ceneri un fiorente abitato di cultura minoica. Santorini, con la sua caldera, è proprio la parete di un vulcano sommerso. L’ipotesi della coincidenza tra i due episodi – la scomparsa di Atlantide e l’eruzione vulcanica dell’Egeo – venne affacciata nel Novecento da un archeologo di nome Spìros Marinàtos, che, scavando a sud-est dell’isola, trovò e portò alla luce l’antica città di Akrotìri, la “Pompei dell’Egeo”, come venne definita.

5. NAXOS: QUEI VILLAGGI DELLA TRADIZIONE CHE RACCHIUDONO UN MONDO: Distese di ulivi costeggiano la strada che sale a Filòti, alle pendici del Monte Zas, oggi il più popolato tra i villaggi della tradizione di Náxos. Qui un tempo venivano a caccia i diplomatici di Costantinopoli. E la cacciagione è tuttora il piatto principale delle taverne della zona. Tutto in salita, il borgo belle case veneziane, qualche dimora nobiliare, un castelletto merlato e una splendida chiesa. Un sentiero di montagna parte dall’abitato per chi voglia salire sul monte. Apìranthos, famoso per i tessuti e uno strano dialetto locale che mescola idiomi cretesi e bizantini, si trova tra le montagne di Phanaria, dove la vite prevale sull’ulivo e dove, stando a un proverbio del posto, dalla roccia non scaturirebbe acqua bensì vino. Folcloristico quanto basta (ospita un Museo del Folclore), il villaggio viene anche chiamato “villaggio di marmo” per il largo uso che viene fatto di questo prezioso materiale per la costruzione di edifici non solo residenziali: anzi, il marmo da queste parti lo calpestano pure come testimonia la cosiddetta “paralìa”, una passeggiata lastricata che attraversa il borgo e conduce a una bella piazzetta. Koronìs, infine, merita di essere visto perché letteralmente aggrappato alle pareti di un burrone.

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6. RODI: QUEL POVERO COLOSSO CHE DURÒ SOLO 56 ANNI. Chi dice Rodi, dice Colosso. Anche se, com’è noto, di quella statua che costituiva una delle sette meraviglie del mondo antico non è rimasta alcuna traccia. Vediamo, comunque, di ripercorrerne la storia. Il Colosso venne eretto nel 292 a.C. per celebrare il fallito tentativo di Demetrio Poliorcete di espugnare la città. Tutto di bronzo, rappresentava il dio del Sole, Helios; era alto più di una trentina di metri e fungeva da faro. Non è sicuro che stesse a gambe larghe all’ingresso del porto di Mandráki, come vuole una certa iconografia turistica: qualcuno sostiene che, in realtà, la sua collocazione fosse sulla collinetta dove oggi sorge il Palazzo del Gran Maestro. Certo è, invece, che fu distrutto da un terremoto dopo appena 56 anni di vita. Nel 653 d.C. i resti bronzei furono venduti dagli Arabi che occuparono l’isola a certi mercanti ebrei. Secondo una leggenda furono necessari addirittura 900 cammelli per trasportare l’intero carico.

Ogni giorno i colori ci circondano e ci influenzano, suscitano in noi sentimenti ed emozioni e ancora più importante riflettono un nostro particolare stato d’animo.

Abbiamo voluto giocare con i colori e le tante destinazioni nel mondo per divertirti e farti fare un “viaggio nei colori”, che ti farà scoprire la destinazione più adatta per il Tuo prossimo viaggio.